09 maggio, 2018 | Posted in Point of view

Il packaging ai tempi dell’E-commerce

Dove va a finire il potere di “Branding” se i nostri prodotti viaggiano in scatole anonime?

Tecnologia, abbigliamento, arredamento, cibo, intrattenimento, cosmetici: sono innumerevoli i beni che ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo acquistano attraverso gli Internet Retailer. C’è un prezzo per tanta facilità?

La tecnologia e i nuovi attori della distribuzione come Amazon, Alibaba, Dalani, Yoox… hanno modificato radicalmente i nostri comportamenti d’acquisto: con un click è possibile avere quasi ogni cosa, dovunque nel mondo, in qualsiasi momento della giornata, tutte le volte che desideriamo. Il prezzo di tanta facilità? Ma qual è il prezzo? Da un lato c’è un tema di sostenibilità. Per ogni acquisto fatto, ogni oggetto ha il suo imballaggio di trasporto oltre al proprio packaging primario e secondario. Moltiplicato per il numero di ordini quotidiani questo dato solleva con urgenza il problema di un overpackaging senza precedenti e del suo smaltimento. Dall’altro c’è un tema di marketing: dove finisce il potere di “Branding” del packaging se i nostri prodotti viaggiano in scatole anonime?

La comunicazione è tra le funzioni fondamentali che una confezione assolve per un brand: funzione che abbiamo irrimediabilmente perso da qualche parte nel corso delle consegne. Tra tanto futuro, una soluzione, a sorpresa, potrebbe venire dal passato. Il returnable packaging oggi potrebbe tornare a fare al caso nostro grazie a una serie di vantaggi non trascurabili: capacità di garantire una corretta conservazione, possibilità di brandizzazione, riutilizzabilità e quindi maggiore sostenibilità. Si tratta di avere il coraggio di una progettazione diversa per i prodotti acquistati on line, che tenga conto del cambiamento dei meccanismi di base: packaging primari ridotti all’essenziale per garantire la funzione, e imballaggi di trasporto brandizzati e riutilizzabili, in grado di coniugare insieme visibilità e riduzione drastica dei volumi di overpackaging.

Roger Botti
General Manager and Creative Director