Non servono presentazioni. Aperol è l’icona dell’aperitivo italiano, protagonista di quel rito collettivo conosciuto e frequentato in tutto il mondo. Il suo è un immaginario straordinario fatto di solarità, socialità e gusto, che ha travalicato i confini del settore merceologico per “farsi genere” nell’arte, nella comunicazione, nella storia della creatività e dello stile made in Italy. Rinnovare un brand di respiro internazionale con una simile eredità ha rappresentato una sfida: per la delicatezza che la rivisitazione di una simile icona comporta in termini di  consapevolezza dei valori di marca e delle aspettative che industria e consumatore ripongono in essa.

Per rilanciarsi in vista del suo primo centenario, il brand attinge ai segni della sua lunga tradizione, cercando allo stesso tempo di costruire un linguaggio universale e contemporaneo con cui parlare ai diversi pubblici, specie in un momento in cui consumatori e esperti di mixology cercano nelle marche tradizioni da valorizzare e storie da raccontare, oltre che naturalmente qualità di prodotto.

Rimanendo nel solco dei suoi valori, della sua promessa e del “talento” che differenzia la marca dal resto del mercato, l’intervento ha coinvolto tutti gli elementi dell’identità. Ma accanto alla bottiglia, il progetto si è esteso – quale elemento sempre più indispensabile per i brand che si muovono in questo settore – alla definizione di un sistema di segni e di trattamenti, un “linguaggio di marca” verbale e visivo con cui la marca comunica fuori dal pack, nel punto vendita e sui vari materiali promozionali. Quello che è stato chiamato “social wall”, secondo la vocazione squisitamente aperoliana della condivisione, è un pattern in cui si intessono in una trama originale i principali segni della comunicazione e del consumo del prodotto, assieme ai termini che corredano la sua nuova identità.

Accanto alla mother brand Aperol, sono stati coinvolti anche Aperol Spritz e Aperol Soda, rinnovati in maniera sinergica per valorizzare un brand che porta il suo “joyful mood” dall’on trade al consumo domestico.

Roger Botti
General Manager and Creative Director