Detto da Noi
5 dicembre 2014

A distanza di circa 7 anni dall’ultima riflessione sul brand e l’immagine dell’offerta, Amica Chips, player di primo piano nel mercato italiano degli snack, ha nuovamente affidato a RobilantAssociati l’evoluzione della propria identità visiva.
Il percorso di riflessione sul percepito della marca e dell’offerta Amica Chips, ha evidenziato il bisogno di un’evoluzione dell’identità di marca e di prodotto, in grado di rappresentare la crescita dell’impresa e la qualità della sua proposta e di raccontarle con efficacia a un pubblico di consumatori fidelizzati e nuovi users potenziali, secondo dei codici contemporanei e in linea con la easyness della Marca.
Per scoprire i dettagli del progetto. Clicca qui.

2 dicembre 2014

Galbani si inserisce nel comparto dei salumi libero servizio con un’offerta proprietaria e innovativa: la DOPPIA VASCHETTA. Un nuovo formato che unisce tutta la qualità della vaschetta grande alla freschezza e alla praticità delle vaschette mono-porzione.
Robilant Associati sviluppa l’immagine coordinata della nuova linea, con un pack che unisce il racconto della specificità alla esaltazione della qualità della nuova proposta.
Per maggiori dettagli sul progetto, clicca qui.

28 novembre 2014

Se il Made in Italy fosse un brand sarebbe il terzo marchio più noto al mondo.
Questa notizia conforta le imprese italiane alle prese con la sfida della globalità. Il Made in Italy può darci una mano e costituisce un frame positivo nel quale innestare il racconto delle singole aziende.

Ma una deriva si nasconde dietro l’angolo. Molte delle imprese italiane che competono all’estero lo fanno con un unico posizionamento: italian lifestyle. Quando si tratta di andare su mercati mondiali, l’argomento più forte per noi italiani (tipicamente privi di fiducia nel sistema paese) è la nostra italianità, benchè il nostro Paese non sia la Svizzera, la Germania, o la Svezia: paesi che a lungo hanno lavorato per costruire un’identità competitiva su cui le imprese nazionali potessero agganciare il proprio storytelling.

Se dunque da una parte il “Made in Italy” rappresenta uno straordinario valore aggiunto, dall’altra occorre chiedersi per quanto tempo potrà essere sfruttato senza essere alimentato di contenuti nuovi? Da due parti possiamo imparare: dai brand internazionali e dai brand italiani delle origini.

Ikea è solo “Svezia”? È piuttosto un certo modo di fare mobili, che nasce da una reinterpretazione proprietaria della cultura del luogo. Lindt è solo Svizzera? Nel paese del cioccolato, c’è un “modo” di fare cioccolato. BMW, Audi e Volksvagen fanno leva sulla “Deutsche Qualität”, ma se fossero solo questo non vi sarebbe tra loro alcuna differenza.

Quando Enzo Ferrari iniziò a costruire le sue rosse straordinarie, voleva le automobili più veloci al mondo. Quando Piaggio ideò Vespa, non pensava all’icona della dolce vita, ma a un mezzo senza precedenti: lo scooter. I cappelli Borsalino sono icona di stile, per qualità e manifattura. Mutti compete nel mondo con la promessa “solo pomodoro”: diversa da “pomodoro italiano”.

È l’eccellenza raggiunta in questi esercizi ad aver reso grande il Made in Italy. Per alimentarlo occorre ritrovare grandi ambizioni, tornare a immaginare progetti straordinari e a fare cose insuperabili. L’essere italiani farà il resto.

Articolo a firma di Roger Botti, pubblicato su Mark up di Novembre 2014.

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